La Compagnia della Torre, nata ufficialmente il 12 Giugno 1995 su iniziativa di Andrea Capra e Luigi Merlino, deve il suo nome all’antica Torre Benedettina che sovrasta, con il suo imponente silenzio, i cortili dell’Oratorio di Mathi, all’ombra della quale sono cresciuti la maggior parte di questi ragazzi.
Attualmente è costituita da circa 90 ragazzi e ragazze facenti parte di realtà diverse, ma pur sempre di ispirazione cristiano-cattolica. Nel 2007 ci siamo trasformati da semplice gruppo oratoriano in associazione regolarmente registrata e con propria personalità giuridica.
Il nostro desiderio è quello di impegnarci sempre più a fondo in queste attività teatrali in modo da creare aggregazione tra le persone, promuovere la cultura ed il progresso sociale. La nostra associazione è aperta a tutti coloro che hanno la passione per il teatro, per lo stare insieme in amicizia e soprattutto vogliono aiutare gli altri.
Nessuno di noi si sente un professionista, ma in tutto ciò che facciamo mettiamo il massimo impegno e professionalità. La cosa che ci rende più orgogliosi, se vogliamo, è l’impressione di familiarità che ci portiamo dietro e che generalmente colpisce coloro che ci ospitano.
Della nostra associazione fanno parte persone di tutte le età: dai bambini di pochi anni a persone un po’ più avanti con l’età, ragazzi e ragazze, famiglie intere con genitori e nonni al seguito, tutti perfettamente integrati e ciascuno con il proprio ruolo ben definito che fa sì che tutto funzioni sempre al meglio.
Abbiamo ricevuto la qualifica di ODV Organizzazione di volontariato e siamo iscritti al Registro delle Associazioni di volontariato della Provincia di Torino alla sezione "Promozione della cultura, istruzione, educazione permanente".
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Le prove del gruppo attori si svolgono con cadenza quindicinale, spesso in un clima familiare, presso l’abitazione di uno dei membri del gruppo. Questi momenti sono dedicati al ripasso delle diverse parti degli spettacoli e all’approfondimento dei copioni.
Per garantire continuità e affidabilità, ogni ruolo viene studiato da due persone, così da essere sempre pronti anche in caso di imprevisti che possano impedire a un attore di partecipare a una replica. Questo metodo permette al gruppo di affrontare ogni situazione con serenità e professionalità.
In alcuni casi, il lavoro degli attori è andato oltre l’interpretazione: per due musical, “Il Risorto – oltre il dolore e la croce” e “Kolbe – fare della vita un dono”, i dialoghi sono stati interamente scritti dal gruppo, arricchendo opere che in origine ne erano prive e contribuendo a renderle ancora più coinvolgenti e significative.
Le parti recitate svolgono un ruolo fondamentale all’interno dello spettacolo: fanno da filo conduttore tra le scene, accompagnando lo spettatore nella comprensione dei contenuti, introducendo i momenti successivi e offrendo spunti di riflessione.
Il vero punto di forza di questo gruppo è lo spirito che lo anima: nessuno si sente superiore agli altri. C’è sintonia, disponibilità, affiatamento e, soprattutto, una profonda amicizia che si riflette naturalmente anche sul palco.
È proprio questa autenticità a rendere ogni spettacolo speciale. Le relazioni costruite fuori scena si trasformano in emozioni condivise davanti al pubblico, dando vita a interpretazioni sempre nuove e mai uguali. È in questo equilibrio tra passione, collaborazione e umanità che il teatro trova la sua espressione più vera.
Le coreografie prendono vita all’interno dell’Oratorio di Mathi, dove ogni mercoledì il gruppo si ritrova per ripassare le scene in vista di uno spettacolo imminente oppure per rielaborare balletti già esistenti.
Gestire la sezione coreografica non significa soltanto creare una sequenza di passi, ma richiede soprattutto un attento coordinamento di idee. Tutto nasce dalla visione del regista, dai suoi appunti e dalle indicazioni su cosa realizzare e come inserirlo all’interno dello spettacolo.
A partire da questa base, il lavoro si sviluppa in modo collaborativo: ciascuno contribuisce con le proprie idee, cercando di distribuire i ruoli in maniera equilibrata, senza creare preferenze e valorizzando ogni partecipante.
In sinergia con il team di allestimento, si studiano le possibili soluzioni sceniche, anche quando il progetto è ancora in fase iniziale. Questo permette di immaginare gli spazi e di costruire coreografie che si integrino armoniosamente, senza interferire con i solisti, pur non avendo ancora una visione definitiva della scena principale.
Si procede quindi con lo studio e la creazione delle prime sequenze coreografiche, che vengono successivamente sviluppate e adattate durante le prove con l’intero gruppo. È un processo dinamico: spesso le coreografie vengono riviste e perfezionate, scegliendo passi più adatti al contesto e all’evoluzione dello spettacolo.
Il lavoro coreografico diventa così un percorso condiviso, fatto di ascolto, creatività e continua evoluzione. Ogni balletto è il risultato di un impegno collettivo, in cui ogni dettaglio prende forma grazie alla collaborazione e alla passione di tutti. È proprio in questo processo che le idee si trasformano in movimento, dando vita a spettacoli capaci di emozionare e coinvolgere il pubblico.
Un gruppo fondamentale, ma spesso poco visibile, è quello delle comparse. Pur non essendo direttamente coinvolte nel canto o nella danza, le comparse rappresentano una componente essenziale delle scene corali, contribuendo a dare vita e realismo allo spettacolo.
Nei nostri musical vengono impiegate soprattutto nelle scene che richiedono una forte presenza scenica, permettendo anche ai più giovani e ai bambini di partecipare attivamente. Si tratta spesso di ragazzi che, inizialmente, non si sentono pronti ad affrontare canto o danza, ma che trovano nelle comparse un primo spazio di espressione e coinvolgimento.
Proprio per questo, le comparse rappresentano un vero e proprio “vivaio” per la compagnia: un luogo in cui nascono passioni, si scoprono talenti e si sviluppano interessi. Non è raro, infatti, che alcuni bambini, crescendo, scelgano di intraprendere un percorso più completo, diventando cantanti o ballerini all’interno del gruppo.
Uno dei momenti più delicati nella preparazione di un musical è l’assemblaggio di tutti i settori. Ogni gruppo lavora separatamente, ma è solo attraverso prove condivise, pazienza e collaborazione che ogni elemento trova il proprio posto, contribuendo alla costruzione dello spettacolo finale.
A differenza del corpo di ballo, le comparse godono spesso di una maggiore libertà di movimento sul palco, pur mantenendo sempre un’attenzione costante all’interpretazione e alla coerenza scenica. Anche questo gruppo è seguito da una responsabile, che coordina ingressi, spazi e dinamiche in collaborazione con il team delle coreografie.
Le comparse sono l’anima silenziosa delle scene più corali: una presenza discreta ma indispensabile, capace di arricchire ogni momento sul palco. È proprio da questi primi passi che nascono nuove passioni e si costruisce il futuro della compagnia, trasformando ogni esperienza in un’opportunità di crescita e condivisione.
Le prove del coro e dei solisti si svolgono presso l’Oratorio di Mathi, punto di riferimento per la preparazione musicale e artistica dello spettacolo.
Il coro si riunisce generalmente una volta a settimana per prove della durata di circa due ore, anche se tempi e organizzazione possono variare in base alle esigenze del gruppo e alla puntualità dei partecipanti. La frequenza delle prove si intensifica o si dirada a seconda del periodo, delle richieste e della vicinanza di una replica.
Il lavoro musicale è seguito con attenzione e cura: le voci vengono suddivise, le parti studiate nel dettaglio e i solisti preparati per interpretare al meglio i ruoli principali. In alcuni casi, si organizzano prove specifiche dedicate a gruppi distinti; solo uomini, solo donne o solo solisti, in base alle necessità tecniche e ai tempi di apprendimento.
Nel corso degli anni, si è sviluppata una particolare attenzione alla versatilità: più interpreti vengono preparati per lo stesso ruolo, così da garantire continuità e affrontare eventuali imprevisti legati a lavoro, salute o altri impegni.
Durante gli spettacoli, il coro trova spesso spazio in luoghi insoliti, (sacrestie, sottoscala, magazzini, corridoi o persino all’aperto) una scelta organizzativa che permette ai solisti, spesso coinvolti anche nel coro, di spostarsi rapidamente verso il palco senza disturbare il pubblico. Anche se raramente visibile, il coro rappresenta una componente essenziale di ogni musical.
La sera dello spettacolo, il coro indossa una divisa elegante in bianco e nero e viene presentato al pubblico al termine della rappresentazione, come riconoscimento del lavoro svolto.
Il coro è il cuore nascosto dello spettacolo: una presenza discreta ma fondamentale, capace di sostenere, arricchire e dare profondità a ogni scena. È grazie alla dedizione, alla collaborazione e alla passione di chi ne fa parte che la musica prende vita, contribuendo a rendere ogni performance un’esperienza intensa e coinvolgente per il pubblico.
I solisti rappresentano il cuore pulsante di ogni spettacolo: sono le voci e i volti che danno profondità ai personaggi principali, guidando il pubblico attraverso le emozioni e i momenti più intensi della narrazione.
Le loro prove si svolgono insieme a quelle del coro, in un lavoro condiviso che permette di integrare perfettamente le parti solistiche con quelle corali. Questo approccio favorisce armonia, coesione e una visione d’insieme fondamentale per la riuscita dello spettacolo.
Per ogni ruolo viene generalmente preparato più di un interprete, così da garantire continuità e intercambiabilità in caso di imprevisti legati a lavoro, salute o altri impegni. È una scelta organizzativa che richiede impegno e dedizione, ma che assicura solidità e serenità a tutto il gruppo.
I ruoli principali portano in scena figure di grande intensità e significato, come San Francesco d’Assisi, Madre Teresa di Calcutta, Gesù e San Massimiliano Maria Kolbe. Personaggi che richiedono non solo capacità vocali e interpretative, ma anche sensibilità e consapevolezza per trasmetterne il messaggio in modo autentico.
Ogni solista affronta un percorso di studio e crescita, lavorando sulla propria espressività e sulla capacità di entrare in sintonia con il personaggio, sostenuto dal gruppo e guidato da un continuo confronto.
Essere solisti significa mettersi in gioco in prima persona, ma anche portare sulle proprie spalle il lavoro e la fiducia di un’intera compagnia. È in questo equilibrio tra responsabilità e passione che nascono interpretazioni capaci di emozionare, rendendo ogni spettacolo un’esperienza unica e profondamente coinvolgente.
Senza il lavoro dei montatori, smontatori e tecnici, nessuno spettacolo potrebbe prendere vita. Negli anni questo gruppo si è progressivamente ridotto, complice la fatica e l’impegno richiesto, ma continua a rappresentare una colonna portante fondamentale.
Composto prevalentemente da uomini, con il prezioso contributo di alcune quote rosa soprattutto nelle fasi di smontaggio, il team mette a disposizione tempo, energie, mezzi e competenze, affrontando ogni sfida con determinazione. Le giornate iniziano spesso all’alba e si concludono il mattino successivo, senza fermarsi davanti a pioggia, neve o caldo intenso: una vera e propria squadra instancabile, che lavora fino a quando anche l’ultimo elemento non è stato sistemato.
Ogni membro ha un ruolo preciso. Il caricamento dei mezzi richiede abilità e organizzazione, tanto da ricordare un complesso gioco a incastri, seguito dal trasporto di strutture, impianti tecnici e materiali scenici. Una volta giunti sul luogo dello spettacolo, si procede con lo scarico e il montaggio: prima la struttura e il palco, poi, progressivamente, prendono forma l’impianto luci, i cavi, la regia e tutta la parte tecnica.
Particolarmente significativa è l’attenzione e il rispetto con cui vengono allestiti gli spazi, soprattutto quando si tratta di luoghi come le chiese che ospitano gli spettacoli. Ogni intervento è svolto con cura e sensibilità, preservando l’ambiente e valorizzandolo.
Il team si occupa di ogni dettaglio: dalla scenografia al puntamento luci, fino alle prove microfoni e alla regolazione dei suoni, preparando tutto con precisione prima dell’arrivo del cast. È un gruppo affiatato, dove la fatica si trasforma in soddisfazione, e dove sguardi, sorrisi, pacche sulle spalle e abbracci raccontano un legame autentico.
Non mancano momenti di confronto e discussione, come in ogni squadra, ma prevale sempre la volontà di trovare soluzioni condivise e andare avanti insieme.
Al termine dello spettacolo, il lavoro non finisce: tutto viene smontato, gli spazi vengono riportati al loro stato originario e il materiale viene ricondotto in magazzino, pronto per la prossima replica.
Dietro ogni scena, ogni luce e ogni dettaglio tecnico, c’è il lavoro silenzioso di questo gruppo straordinario. Una presenza discreta ma essenziale, che con dedizione e spirito di squadra rende possibile ciò che il pubblico vede sul palco. È grazie a loro se lo spettacolo può davvero cominciare… e tornare a vivere, ogni volta, come se fosse la prima.
L’aspetto del "trucco e del parrucco" è una componente fondamentale dello spettacolo, spesso sottovalutata ma indispensabile per la resa scenica. Le luci e i fari tendono infatti ad appiattire i volti, rendendo i tratti meno espressivi: per questo il trucco è necessario per tutti, uomini compresi, permettendo di valorizzare gli sguardi e restituire intensità alle espressioni.
Il lavoro non si limita all’estetica, ma contribuisce anche a caratterizzare i personaggi, distinguendoli tra loro e rendendoli riconoscibili anche a distanza. Alcuni ruoli richiedono interventi più marcati, con trucchi studiati per enfatizzare lineamenti e identità scenica.
Prima dello spettacolo, si crea spesso una fila ordinata di attori in attesa del proprio turno: tra pennelli, fard e ombretti, il tempo scorre veloce e ogni minuto diventa prezioso. Le postazioni improvvisate raccontano lo spirito di adattamento del gruppo: scale di una chiesa, sedie in cortile, angoli all’aperto o spazi di fortuna diventano luoghi di preparazione, dove si completano anche gli ultimi ritocchi poco prima di entrare in scena.
Accanto al trucco, anche il parrucco ha un ruolo essenziale. Forcine, spazzole, gel e lacca diventano strumenti quotidiani nelle mani di chi, con esperienza e passione, si dedica alla cura dei dettagli. È un lavoro fatto di attenzione, rapidità e disponibilità, in cui ogni gesto contribuisce alla riuscita dello spettacolo.
Non mancano i momenti frenetici: capita di dover rincorrere qualcuno per completare il trucco mentre il tempo stringe e lo spettacolo sta per iniziare. Tra uno sguardo e un sospiro condiviso, anche queste situazioni diventano parte della quotidianità, affrontate sempre con spirito di squadra e un pizzico di ironia.
Dietro ogni volto che appare sul palco c’è un lavoro silenzioso fatto di precisione, pazienza e passione. Il trucco e il parrucco non sono solo un dettaglio, ma un elemento essenziale che contribuisce a trasformare ogni interprete nel proprio personaggio. È in questi gesti, spesso veloci e nascosti, che prende forma la magia dello spettacolo, pronta a rivelarsi sotto le luci del palco.
Il regista è la figura di riferimento di ogni spettacolo teatrale: coordina il lavoro di attori, coro, tecnici e scenografi, dando forma e coerenza all’intero progetto. Ma nella Compagnia della Torre è molto di più! È il collante che tiene unito il gruppo, l’anima che lo guida e lo ispira.
Ogni nuova avventura nasce spesso da un suo appunto, da un’idea annotata con cura su un foglio dove nulla è lasciato al caso. Durante gli incontri con il direttivo, è lui a tracciare la direzione, anticipando dettagli e soluzioni a cui pochi avrebbero pensato. Prima ancora di essere regista, è un organizzatore instancabile: immagina, pianifica, coordina. Sa cosa fare, come farlo e con chi, e si muove con determinazione per trasformare ogni progetto in realtà.
Dalla scelta delle location alla verifica degli spazi, dalla gestione delle disponibilità all’organizzazione logistica, ogni fase passa dalle sue mani. Dietro ogni spettacolo ci sono telefonate, email, contatti e tentativi, spesso invisibili, ma fondamentali per arrivare al risultato finale.
La sua attenzione ai dettagli si riflette anche nel lavoro artistico: propone modifiche, suggerisce miglioramenti, stimola il gruppo a dare sempre il meglio. Che si tratti di una coreografia, di un elemento scenico o di un accessorio, ogni scelta è condivisa e costruita insieme. Nonostante la complessità di gestire un gruppo numeroso, ascolta tutti e cerca sempre un equilibrio tra le diverse esigenze.
Durante le prove è esigente e preciso: richiede concentrazione, impegno e serietà. Ma lo spettacolo è anche un momento di condivisione, amicizia e leggerezza, e lui stesso contribuisce a creare questo clima unico.
La sera della rappresentazione introduce lo spettacolo con poche parole, semplici e spontanee. Poi si muove dietro le quinte, seguendo ogni dettaglio: aiuta nei cambi, controlla gli accessori, richiama all’ordine quando serve. A volte si ferma in platea, in silenzio, per osservare, valutare, emozionarsi davanti a una scena riuscita o al debutto di un interprete.
Al termine dello spettacolo torna sul palco per salutare il pubblico, mentre dietro le quinte il lavoro è già ripartito. Anche in quel momento, tra una chiacchiera e un sorriso, è già proiettato verso il futuro, pronto a seminare nuove idee e nuove opportunità.
Quando la sala si svuota e rimangono solo pochi volontari a smontare, nel silenzio della fatica che si fa sentire, lui è ancora lì. Senza ruoli, senza distinzioni, parte del gruppo fino all’ultimo momento.
Il regista è il filo invisibile che unisce ogni persona, ogni gesto e ogni emozione dello spettacolo. Con passione, dedizione e presenza costante, accompagna ogni progetto dalla prima idea fino all’ultimo dettaglio, condividendo ogni fatica e ogni soddisfazione. È grazie a questa guida discreta ma instancabile che la Compagnia continua a crescere, a sognare e a portare in scena qualcosa di autentico, ogni volta.